Estrazione di stilbeni da tralci di potatura della vite e loro possibili applicazioni
I residui di potatura della vite costituiscono una frazione importante degli scarti vitivinicoli; infatti, a seconda della varietà e della forma di allevamento possono arrivare a 1-5 ton/ha/anno.
Attualmente questi scarti non sono utilizzati, e vengono lascati in vigneto o usati per produrre compost. Dopo il taglio, però, se vengono conservati a temperatura ambiente, nei tralci si attiva una forte sintesi di stilbeni, in particolare di resveratrolo, che raggiunge la sua massima concentrazione dopo 2-3 mesi dalla raccolta (raggiungendo concentrazioni fino a 2.5 mg/g di peso secco).
La macinazione dei tralci e l’estrazione con una soluzione idroalcolica (etanolo al 70%) che viene successivamente evaporata sotto vuoto, permette di ottenere un estratto grezzo molto ricco di resveratrolo. L’estratto contiene anche elevate quantità di Ɛ-viniferina, un dimero del resveratrolo.
Gli stilbeni appartengono alla classe delle fitoalessine, cioè molecole di difesa della pianta, e infatti sia il resveratrolo che la viniferina hanno delle proprietà antifungine.
Uno studio eseguito su Vitis vinifera sia in vitro che in vivo ha dimostrato la possibilità di utilizzare l’estratto di tralci, senza necessità di ulteriore purificazione, come prodotto antifungino naturale. In particolare, è stato dimostrato che l’applicazione dell’estratto (titolato a 100µg/ml di resveratrolo) ha un effetto sia preventivo che curativo nei confronti di Botrytis cinerea, ma altri studi hanno evidenziato una certa potenzialità anche contro Plasmopara viticola. Con queste premesse, circa 25 kg di tralci potrebbero fornire la quantità di estratto sufficiente per trattare un ettaro di vigneto.
In aggiunta, l’estratto di tralci, se confrontato con l’estratto di radici di Polygonum cuspidatum, una pianta nota nella medicina tradizionale cinese e che è attualmente la fonte principale da cui si ottiene il resveratrolo (4mg/g di peso secco), risulta più semplice, con un numero ridotto di composti diversi, per cui risulta più semplice anche un’eventuale step di purificazione per ottenere delle molecole pure che potrebbero avere un utilizzo anche in ambito alimentare o cosmetico.
Saranno necessari ulteriori studi per testare solventi di estrazione alternativi e più sostenibili.
Simone Vincenzi
Unipd
ENOFORUM 2025
Venerdì 23 maggio ore 15:30 Sala Nazionale
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