Il trattamento delle uve con Starmerella bacillaris per la gestione della Botrytis cinerea durante l’appassimento
Le crescenti preoccupazioni per i rischi ambientali e sanitari associati all’uso di pesticidi chimici stanno spingendo il settore agroalimentare a ridurne l’impiego, specialmente nella gestione post-raccolta della frutta, fase cruciale per evitare la presenza di residui nel prodotto finale. Un’alternativa promettente è rappresentata dall’impiego di microrganismi come agenti di biocontrollo. Questo studio ha valutato l’attività della lievitazione Starmerella bacillaris contro il fungo patogeno Botrytis cinerea, applicandola su grappoli d’uva in fase di appassimento. Le varietà testate sono state Garganega e Raboso.
Durante l’appassimento, la dinamica delle popolazioni di S. bacillaris e B. cinerea è stata monitorata mediante PCR quantitativa in tempo reale (qPCR), mentre il DNA metabarcoding ha permesso di analizzare la biodiversità microbica sulla superficie delle uve e l’effetto del trattamento. Al termine dell’appassimento, le uve sono state pigiate e il mosto fermentato per valutare l’influenza di S. bacillaris sulla fermentazione alcolica.
Il metodo qPCR ha confermato la persistenza del ceppo di S. bacillaris sulla superficie delle uve fino alla fine del processo. Il metabarcoding ha mostrato che il trattamento ha aumentato la biodiversità fungina sulle uve Raboso e ridotto la presenza di funghi filamentosi come B. cinerea. I risultati qPCR hanno confermato l’efficacia del trattamento nel contenere la crescita di B. cinerea nei grappoli di Raboso, evidenziando il potenziale di S. bacillaris come agente di biocontrollo naturale nella filiera vitivinicola.
Chiara Nadai
DAFNAE Università di Padova
ENOFORUM 2025
Mercoledì 21 maggio ore 12:30 Sala Nazionale

